Il tesoro nascosto della musica d’autore

Bonaveri al folk clubCi apparve subito chiaro due anni fa, in occasione del suo esordio al FolkClub, di trovarci di fronte a uno bravo, uno di quelli del primo gruppo, uno di quelli che meritano appieno l’appellativo di cantautore. Proprio come era già successo in passato con Testa, Manfredi e altri. E come nel loro caso insistiamo incuranti del fatto che la sala sarà mezza piena o mezza vuota come la prima volta, oppure se il passaparola avrà fatto il suo dovere. Quello dei cantautori è un mondo magmatico dove tanti hanno qualità ed eccellenza apprezzabili da mettere sul tavolo, ma pochi sono quelli che emergono nettamente. Bonaveri è uno di questi. Bonaveri nasce nel 1968 a Bologna.

Fin da ragazzo si interessa al mondo della canzone d’autore italiana e straniera, iniziando anche a cimentarsi come compositore. Nel 2001 decide di dar corpo al suo progetto, fondando insieme a Luigi Bruno (pianista e fisarmonicista), il gruppo Resto Mancha, con il quale realizza, nel 2004, l’album Scivola via. L’album e il gruppo incontrano un ottimo successo di critica e pubblico. Nel 2006 Bonaveri inizia la collaborazione con il compianto Beppe Quirici (già arrangiatore e produttore per Giorgio Gaber e Ivano Fossati), a cui affida la produzione artistica dell’album Magnifico, pubblicato nel 2007, che gli frutta -tra l’altro- un invito al Premio Tenco a Sanremo nello stesso anno. Magnifico è un album che è frutto di anni di lavoro: di concerti e di ricerca musicale, di valutazioni sociali e di introspezione personale, che manifestano indignazione e impeto di ribellione per il mondo che ci circonda, ma che gettano anche un delicato sguardo sulla sfera privata ed emotiva della vita di ogni giorno, di ognuno di noi. Alla fine del 2009 Bonaveri è in tour con Mario Arcari, Marco Fadda e il grande Armando Corsi, per un progetto sulla Resistenza di quest’ultimo intitolato Otra voz canta. Nel 2010 esce il suo terzo CD Città invisibili, un album denso e poetico che si attesta come affermazione definitiva dell’artista e del suo valore. Il disco vanta la prestigiosa collaborazione di Lucio Dalla che suona il clarinetto in una traccia. I brani fondono e confondono, consapevolmente e con originalità, canzone popolare, jazz e tango, passando attraverso arrembanti ritmi folk ed eleganti ballate, fino a raggiungere le atmosfere raffinate ed enigmatiche degli chansonnier francesi.

Come già due anni fa con Città invisibili, anche questa volta Bonaveri approda al FolkClub con un disco quasi pronto: di nuovo il pubblico del FolkClub potrà gustare qualche succulenta anteprima. Con Germano Bonaveri (chitarra e voce): Luca De Riso (basso), Antonello D’Urso (chitarre), Gabriele Palazzi Rossi (batteria).

...finalmente un cantautore che ha il passo di Fossati, le voglie di Conte e il breviario di De Andrè, ma che vive tutto con bella personalità. Un figlio dei nostri tempi che ha mandato a memoria la lezione dei grandi. E di Calvino... Massimo Cotto - MAX 2010

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