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"Settembre e' il mese del ripensamento, sugli anni e sulle eta'..." cantava Guccini, e settembre 2009 sara' per noi il mese in cui ripensare i brani che rappresenteremo nei prossimi concerti, durante i quali presenteremo il disco nuovo, oramai imminente, LE CITTA' INVISIBILI. Settembre sara' anche il mese della falsa pandemia, dove verremo tutti richiamati probabilmente per una vaccinazione obbligatoria( se non altro coloro i quali avranno resistito allo psicodramma televisivoche li indurra' a credere di salvare la pelle facendo la fila in farmacia e versando il proprio obolo personale a Big Pharma). Sara' anche il mese della conclamazione di questa crisi che c'e' davvero, non e' una psicosi collettiva o un delirio dei comunisti: ve lo potranno raccontare milioni di disoccupati che scenderanno in piazza noncuranti del divieto di assembramento per "fare fronte al rischio di contagio". Ve lo confermeranno l'assieparsi di ronde e squadre di sicurezza improvvisate ma celermente approvate tese a "contenere" situazioni di agglomerati socialmente pericolosi, come possono esserlo trecento anziani che protestano per la pensione, o 500.000 lavoratori in cassa integrazione. Sara' un mese che passera' in fretta, lasciandoci tramortiti e forse ancora capaci di non renderci conto che serve informarsi, che purtroppo per noi ogni persona di buona volonta' deve farsi carico di quello che succede e RENDERSENE CONTO PER DAVVERO. Basta con i finti telegiornali, basta con le inutili riviste di gossip organo di qualsiasi partito: tutte, e ripeto TUTTE fanno semplicemente il gioco di qualcuno, ahime' paradossalmente un gioco al contrario rispetto alla storia cui siamo abituati da 50 anni a questa parte. Le testate "rosse" sono diventate filoamericane e filoisraeliane, quelle che guardano piu' verso la destra continuano serenamente e vaneggiare ma con uno sguardo sempre piu' amichevole verso l' est europeo ed i paese nordafricani (leggi ad esempio "questione Gaz Prom" e Libia. Confusione. Per questo Settembre e' il mese del ripensamento. Occorrera' davvero iniziare a ripensare tutto. Nei concerti prossimi venturi parleremo anche un po' di questi cose, ma con distacco perche' come diceva sempre Francesco "pero' non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia". State caldi. Ci vedremo sul palco.
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