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    Marzo 2015

    LA STAFFETTA

    Dalla sconfitta al riscatto.

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    Gennaio 2016

    CAPITOLO VI

    Dal riscatto alla rivoluzione

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    Agosto 2015

    LA CHIAMATA

    Il sesto capitolo ha bisogno di voi.

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Dove l'arte cammina leggera.

handMonica e Carlo sono due amici. Silenziosi. Discreti. Appassionati di fotografia e arte in genere. Ieri sono stati truccatori, tecnici luci, assistenti. Infaticabili. Carlo ha persino deciso di passare la notte in bianco al mio posto, interrogandosi su cosa poteva eventualmente generare problemi.
Impeccabili. Indispensabili.
Paolo è un fonico. Bravo, attento. Ha caricato e scaricato un camion di roba con una gamba dolente ed una spalla anchilosata, ha lavorato nel giorno di allestimento per 12 ore consecutive rislvendo problemi, riparando cavi, sopportando le problematiche di ognuno di noi, incoraggiando il gruppo. Tutto questo sapendo bene di dovere anche salire su quel palco, per recitare ed introdurre i musicisti. E domattina riscaricherà ancora quel camion. Paolo è un grande uomo, e basta.


Giulia è una ballerina. Il suo entusiasmo è travolgente, ma la sua delicata presenza non ingombra la concentrazione altrui e si esprime in un sorriso che ti rassicura. Era là ieri sera, capace di regalarci la leggerezza della bellezza.
Patrizia è invisibile quando serve, immersa nel ruolo più difficile: risolvere nell'ombra e preparare il terreno perché altri trovino la gloria, senza cercare il riconoscimento di alcuno: una lavoratrice invisibile cui affidare quel ruolo che nessuno saprebbe sopportare, pronta a sacrificarsi per la squadra. Accudisce le ansie e nasconde il problema , facendosene carico.
Valeria è una violinista, e suona anche il theremin. Silenziosa. Pronta. Coraggiosa: tre prove appena, ed è salita sul palco.
La musica come scelta di vita. Un lampo di luce. Immensa nel suo talento naturale, poetica e capace di una forza inaudita, con quello strumento tra le mani.
Marcello è un pianista ed un flautista. Non vanta nulla di sé, ma quando posa le mani sui tasti ti racconta le sue sensazioni e tutti i sacrifici, anche quando deve dipingere sulla tela del palcoscenico una nuvola impalpabile. E ieri sera c'era, eccome se c'era.
Antonello è un guerriero. Un gigante quando accarezza le corde della chitarra, uno con cui puoi scambiarti uno sguardo fugace per sapere se qualcosa non va, o tutto sta filando liscio. La stella polare cui affidarsi negli attimi di buio. Un fratello pronto a soccorrerti quando serve.
Luca è un bassista. Uno cui puoi affidare la cosa più preziosa che custodisci gelosamente nella tranquillità di ritrovarla accudita e protetta fino al tuo ritorno. Un bastone cui appoggiarti, un amico cui confidare i tuoi dubbi. Una certezza nell'oscurità del palco. Luca c'è, anche quando pensi sia lontano.
Gabriele è un batterista. Gabriele è il sacrificio senza condizioni che ti viene offerto per farti stare bene, è la sicurezza di poterti allontanare dalla tua casa senza preoccuparti di avere lasciato aperto il gas. E' la coordinazione delle intenzioni, e la tranquillità dell'esperienza. Uno che ti telefona alle tre del mattino per rasserenarti.

Questi sono i miei amici, che hanno dimostrato ancora una volta come l'arte abiti le dimore del sacrificio, lontane dalle luci incantatrici del mercato, dell'omologazione. Sono i miei amici che hanno sfidato la tempesta, sfibrato i loro muscoli ed i loro nervi per regalare al pubblico la più alta espressione della grandiosità dell'opera umana, il darsi con tutte le energie per costruire la bellezza.
Sono loro che con qualche luce, pochi strumenti e tutta la forza della loro sensibilità artistica hanno saputo commuovere, spaventare, impressionare, rassicurare il pubblico delle grandissime occasioni, che non è mai una folla giacché la folla segue troppo spesso uno slogan purché sia illusorio.
Ieri notte vi hanno raccontato la verità.
E per questo gesto di coraggio meritano l'onore delle armi e la gloria degli onesti.

Questi sono i miei amici, che ringrazio e di cui sono fiero.
Questi sono i miei amici, che ieri sera hanno portato in scena la vita, il suo incedere, il suo essere unica ed irripetibile, propio come il concerto che ci hanno regalato.

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